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Libri > Volo > Luigi Stipa
Luigi Stipa
Un sogno lungo una vita
- Editore: Editoriale Olimpia
- Collana: Volo
- Anno: 2004
- Pagine: 120
- Formato (L x H cm): 21 x 29.7
- Legatura: Hardcover
- Codice: 5010403
- Codice ISBN: 8825300719
- Peso: 950,00gr
Luigi Stipa, classe 1900, due lauree, in ingegneria civile idraulica e in ingegneria aeronautica, fu l’ideatore di alcuni tra i più rivoluzionari sistemi di propulsione aerea: l’ala a turbina, che portò alla realizzazione dello Stipa-Caproni, primo apparecchio a reazione italiano, e il meccanismo del pulsoreattore, una tecnologia che verrà utilizzata dai progettisti del Terzo Reich per spingere in cielo niente meno che la famigerata bomba V1. Una genialità indiscutibile, della quale Stipa non poté tuttavia mai raccogliere i frutti. Indifferenza dei vertici militari dell’epoca? Ostracismo da parte del potere accademico? Timore nei confronti di una mente troppo brillante per gli standard scientifici di allora? Forse tutte e tre le cose insieme. Fatto sta che la carriera dell’ingegner Stipa si costellò di rifiuti, di promesse non mantenute, di porte chiuse in faccia. E di umiliazioni pesanti e apparentemente incomprensibili. Nel 1927, fresco della seconda laurea, ma in quanto non ancora appartenente ai ranghi militari, Stipa viene assunto presso il centro Costruzioni e Approvvigionamenti della Regia Aeronautica con la riduttiva qualifica di operaio giornaliero capotecnico. L’anno successivo, la sua condizione anagrafica gli impedisce di partecipare al concorso per ingegneri presso il Genio Aeronautico e deve accontentarsi della nomina a sottotenente di complemento. Dieci anni dopo, fra il ’37 e il ’39, rimane vittima di una sfortunata ed estenuante vicenda di offerte e controfferte di lavoro da parte del Governo francese e dell’Aeronautica italiana, vicenda che si conclude con l’allontanamento dai ranghi militari in Italia e con l’interruzione del progetto di ricerca d’oltralpe a causa della nazionalizzazione dell’industria aeronautica francese. Stipa non ha ancora quarant’anni ed è già nelle liste di proscrizione dall’establishment industrial-militare fascista. Non migliore la storia della sua carriera all’Università di Roma, presso la quale riesce a svolgere solo mansioni di docente incaricato fino al 1939, anno in cui abbandona definitivamente l’insegnamento in seguito al discutibile esito di un concorso a cattedra. Dovranno passare più di trent’anni prima che compaiano all’orizzonte i segni del possibile e definitivo riconoscimento dei suoi meriti. Il primo atto è datato febbraio ’77, anno in cui il senatore Arrigo Boldrini si fa promotore di un’inchiesta volta a far luce sulla sfortunata vicenda di Stipa. Ad essa fanno poi seguito, su iniziativa di altri Senatori della Repubblica, ben tre proposte di legge miranti a risarcire lo sfortunato ingegnere dei torti subiti, l’ultima delle quali soltanto, nel dicembre dell’85, viene finalmente approvata dalle Camere e diventa operativa. Sei anni dopo l’Aeronautica Militare gli conferisce la Medaglia d’Oro al Merito. Luigi Stipa ha ormai novantuno anni. Morirà di lì a poco, nel gennaio del ’92, nella sua casa di Ascoli Piceno, chiudendo un percorso di vita tormentato e geniale, sempre in lotta contro la cecità di un sistema e di un destino costantemente avversi. A dodici anni dalla sua scomparsa, con l’obiettività e il rigore che il caso impone, questo libro intende rivisitare la memoria del grande progettista italiano. E rendergli in qualche modo giustizia.
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