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Copertina: Un'aquila nel cielo
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Un'aquila nel cielo

Mario de Bernardi, la vita, le imprese

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  • Editore: Editoriale Olimpia
  • Collana: Volo
  • Anno: 1999
  • Pagine: 208
  • Formato (L x H cm): 21 x 29.7
  • Legatura: Hardcover
  • Codice: 501903
  • Codice ISBN: 8825319037
  • Peso: 1180,00gr
Il 26 novembre 1926, il più famoso pilota collaudatore italiano dell’epoca, Mario de Bernardi, vinceva a Norfolk una fase della gara internazionale di velocità per idrovolanti ideata nel 1912 dal pioniere e grande industriale francese Jacques Schneider e che da lui prese il nome di Coppa Schneider. Da quel giorno Mario de Bernardi, nel mio intimo più profondo, nel mio animo di inesperto ma ardente diciottenne, divenne un idolo. Un idolo da onorare e, semmai, da imitare. Nonostante questa premessa, di per se stessa esplicita ed impegnativa, io non ha mai avuto la fortuna di affiancare il «mito» de Bernardi in nessuna delle sue molteplici e incredibili imprese aeronautiche, e neppure sono mai stato al suo seguito oppure ho in qualche modo collaborato alla realizzazione di un record o di un qualsiasi evento aeronautico di cui lui sia stato protagonista. Ma neppure quando il caso ci ha portati a operare dallo stesso aeroporto (l’Aeroporto dell’Urbe di Roma), io, come comandante del Reparto Elicotteri e lui come realizzatore e pilota di un sogno che chiamò «Aeroscooter», ho mai tentato, forse per naturale riserbo o per timidezza, di cercare la sua confidenza e di socializzare con lui. L’ormai leggendario Mario de Bernardi è stato il mio Superman ante litteram, l’unico Superman della mia ormai lontana giovinezza. Le imprese del mio idolo di allora (che col trascorrere del tempo diventò il pilota collaudatore italiano più eclettico e versatile di tutti i tempi) si susseguirono senza sosta: nel 1928 superò i 500 Km/h con un idrovolante; nel 1931 vinse a Cleveland le gare di alta acrobazia; nel 1934 effettuò il raid Milano-Mosca senza scalo, nel 1940 collaudò il primo aeroplano a reazione italiano. Sotto l’incalzare dell’inconfondibile penna di Giorgio Evangelisti tutti questi fatti, tutte queste imprese e anche molte altre rivivono magistralmente in questo libro, che può essere considerato un autentico monumento in carta e inchiostro al grande aviatore. De Bernardi seppe distinguersi anche davanti alla morte. Morire bene è difficile, ma lui lo fece con dignità e in modo leggendario: visse e scomparve nel mito e la sua morte può essere paragonata a quella di un eroe omerico. Ma il Superman del 1926, il de Bernardi dei miei anni giovanili, avrei voluto ricordarlo diversamente. Cioè come un romantico e mitico pilota collaudatore, in volo professionale nel cielo dell’Urbe, che si accoda a una perfetta formazione di angeli e si allontana in pattuglia con loro verso l’infinito, senza preoccuparsi di ridiscendere prima sull’aeroporto di partenza per prendere coscientemente commiato dal mondo. Il mondo privilegiato e magico della Gente dell’aria. (Dalla Prefazione del generale S.A. Silvio De Giorgi)

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